A tu per Tu con Andrea

Intervista con l'autore di Proxetina: Sperimentatore letterario e sostenitore della scrittura come terapia non ama avere una categoria di ambito. A tratti poeta o scrittore, giornalista o intrattenitore, sviluppa la sua creatività su più livelli.

  • Dalla tua biografia è emerso che esprimi i tuoi scritti verso più settori: sei poeta, scrittore, giornalista... ma c'è un genere che ti identifica maggiormente?

"La scrittura mi serve, mi salva e mi appartiene in ogni sua forma. Non è una questione di essere rappresentato da un aspetto piuttosto che da un altro. Il punto è di quello si cui senti il bisogno in quel momento.                                          Amo dire di me che "nella mia intimità mi sento un poeta, per la mia creatività ho bisogno della scrittura prosaica e per necessità vorrò essere giornalista". 

  • Paroxetina. Il titolo cattura perché fa comprendere che dietro questa parola si cela tanto. Si intuisce subito che sarà una lettura impegnativa. Come è nata l'idea di questo titolo? Ad un tratto la definisci come una caverna, ma cosa rappresenta per Andrea tutto questo?

La Paroxetina è un farmaco antidepressivo e sedatorio. È quello che ottengo dalla scrittura. 

La mia caverna è allo stesso tempo un luogo, uno spazio e una pratica essenziale. La caverna è multidimensionale e a-temporale. All'interno della caverna si creano le condizioni essenziali per la nascita della scrittura, laddove si sviluppa la Paroxetina. 

Avevo bisogno di un titolo forte, che non ingannasse e che non lasciasse spazio alla convinzione di una poetica semplice. Dentro è tutto tremendamente complesso e fuori non può che essere altrimenti.

  • Non pensi sia stato molto "rischioso" parlare di tutto questo, in modo così esplicito, in un periodo dove purtroppo ancora molti temi non si comprendono?

Può darsi. Ma la poesia non accetta e non deve accettare compromessi. Specialmente quando diventa essa stessa una terapia. Una volta dissi a chi mi chiedeva più o meno la stessa cosa che "ogni parola è un pezzetto che strappo a me stesso"; c'è il rischio di restare nudi, ma qual è il fine della poesia se non quello di mettersi a nudo davanti a se stessi e agli altri?

  • Tu hai scritto anche altro oltre a questo libro. Vuoi parlarcene di loro brevemente, anche per chi di essi porti in modo particolare nel cuore?

Ho scritto anche un piccolo romanzo, "Diario di un Addio" edito con Dialoghi Editore. È anch'esso un pezzo di scrittura terapeutica, molto orientato verso la componente autobiografica. Diciamo un piccolo tentativo di prendere qualcosa di se stessi e spostarlo al di fuori di noi. Lo metti li, dove puoi ancora vederlo, ma condividerlo ti aiuta a sentire un po' meno male. 

Scrivo essenzialmente per me, ma ho avuto e continuo ad avere guide alle quali non posso e non potrei mai rinunciare.

  • Quali progetti ci sono nel tuo futuro? Puoi condividerlo con noi?

A volte mi sento come una stazione dei treni, perché ho idee, progetti e "sentire" che posso soltanto lasciar transitare. Fondamentalmente sono sempre stato uno sregolato e oggi pur essendo riuscito a mettere diverse cose a posto resto sregolato nella scrittura. Ho un romanzo in cantiere e appunti sparsi tra scrivania, quaderni e carte di ogni tipo. Un giorno probabilmente ci sarà ancora della poesia da far leggere. Mi attira molto il Teatro ma per adesso è un miraggio più sognato che reale. Diciamo che ci sono progetti ma non so quali sono.

  • C'è una domanda a cui avresti voluto rispondere ma che non ti è stata fatta?

Ho risposto alle domande che mi sono meritato. Domani avrai voglia, magari, di farmi la domanda che manca. Me la farai e io risponderò.

  • Cosa ne pensi della "Biblioteca Dei Miracoli Nascosti" e del modo di tentare di promuovere le vostre opere?

Penso che sia un progetto necessario. Ho trovato interesse e voglia di capire. Sono aspetti fondamentali per chi tenta di raccontare ma soprattutto di spiegare. 

Sono felice di aver accettato di aprirmi.

E noi siamo felici di aver conosciuto te e grazie per aver risposto alle nostre domande. In bocca al lupo per tutti i tuoi progetti 

Potete continuare a seguire Andrea sul suo sito la Locomotiva, quaderni di poesia 
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