Data uscita : 21 ottobre 2020
Editore : Independently published
Lunghezza: 40 pagine

Un racconto narrato attraverso un sogno, un sogno attraversato da rivelazioni

Il titolo  del libro ci fa subito immergere in quello che è il cuore del Romanzo . È Il racconto di uno dei capitoli più tristi e terribili della nostra storia, e attraverso le sue pagine, ci viene descritto tutto in un modo nuovo.  L'intenzione è quella di trovare un linguaggio adatto a trasmettere un  messaggio così importante, come quello della Shoà, ai ragazzi di oggi. La cosa importante è che tutto questo non accada più. E per fare in modo che sia così è necessario che non si smetta mai di parlarne. È fondamentale arrivare al cuore dei più giovani, istruirli ad una sensibilità forte su queste tematiche per dar vita ad un gran passaparola, fatto di valori che siano duraturi nel tempo. 

Nel "Un sogno chiamato Shoà" la scrittrice, Simona Sonnino, è stata capace in poche pagine di metterci con le spalle al muro verso scene difficili da mandare giù, ma lo fa con un linguaggio di facile comprensione e  con maestria ha reso bene l'idea del terrore e della crudeltà dei fatti

Lo fa usando un parallelismo nel narrare la storia di una mamma a cui viene sottratto il proprio figlio e i sogni che lei fa di notte. Sono sogni in cui lei immagina i suoi momenti di vita reale trascorsi,   che però lasciano in sé un presagio,  come se volessero lasciare dei segni oscuri pieni di allegorie. 

"Una calda giornata primaverile stava frettolosamente

iniziando. Una giovane ragazza affidava al cielo i suoi

pensieri. Distesa sul prato si lasciava cullare in attimi

pacati d'intenso splendore , mentre i suoi pensieri

vagavano armoniosi piroettando nel cielo in una candida

danza".

Ogni mattina Shulamit, questo è il nome della donna, si sveglia sempre sulla stessa panca fredda, dura e maleodorante che condivide con altre donne, tutte provate e stanche fisicamente ma soprattutto stanche dentro, nell'anima. Attraverso il suo racconto e le sue sensazioni ci fa percepire l'atmosfera che si respira nel campo, si sveglia con una musica assordante che si diffonde dappertutto, intervallata da altri momenti in cui c'è invece un silenzio agghiacciante, reso ancora più teso dalla  presenza degli ufficiali delle S.S.

Allora a quel punto la donna capisce che l'unica cosa che la tiene in vita è il suo Angelo, quel figlio che le è stato strappato. E da lì sente il grande desiderio di ritrovarlo. Fa' del resto della sua vita nel campo una disperata ricerca di suo figlio , aggrappandosi al sentimento della speranza. Solo la speranza può aiutarla in quel luogo freddo e senza umanità che  come unico intento ha quello di rendere l'essere umano dei "non uomini". 

Questo libro è un trattato sulla verità e sulla forza, espressa con molto tatto ma descrivendo benissimo anche la sua crudeltà. Ad aiutare in questo c'è la descrizione dei sogni che ci trasporta in  un alternanza fra l'onirico e la  realtà . Sono sogni che sfumano poco per volta in una triste realtà fino ad arrestare la sua corsa verso la ricerca del suo amato bambino. Alla fine di questa corsa la protagonista si ritroverà difronte alla nuda e cruda realtà e solo in quel momento riuscirà a intravedere la strada più giusta da percorrere.

"Si svegliò impaurita e tremante pensando : "Era solo un

sogno!" Col braccio si coprì il viso per nascondere le

lacrime che scendevano lungo le guance. Quando riaprì gli

occhi lo stesso numero le si presentò davanti. Incominciò a

tremare , mosse il braccio per volerlo quasi far cadere da

dosso , cancellarlo .... Ma era impossibile ... Continuava

a rimanere sempre lì. Un numero nero indelebile segnato

col terrore. Le fu impresso sul braccio col fuoco da una

guardia armata. Un timbro , un marchio , nemmeno fosse

carne da macello. Ancora il dolore si faceva sentire , ma

non era solo fisico. La sua identità di donna , d'ebrea , era

cambiata per mano d'un estraneo. Non aveva più ne nome

ne cognome. In questo luogo di perdizione lo toglievano

all'entrata. In cambio ti assegnavano un numero e con

quello solo ti chiamavano. Un numero senza valore"

 E' una lettura molto attuale e che si adatta bene al periodo che stiamo vivendo. Difatti, è solo attraverso queste storie e alle memorie di chi ci ha preceduto,  che hanno avuto la sfortuna di vivere in un mondo meno libero rispetto al nostro, noi possiamo apprendere e capire il modo migliore per combattere e affrontare il dolore. 

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