A tu per tu con Elisa

Elisa Garuglieri ci ha fatto conoscere il suo romanzo "Revolution" dalle note fantasy 

  • · Ciao Elisa, puoi dirci qualcosa di te e di come ti sei avvicinata al mondo della scrittura?

Ciao a tutti, io sono nata a Siena e sin da quando ero bambina ho sempre avuto una grande immaginazione. Mi sono avvicinata al mondo della scrittura per caso. Ho capito che grazie a essa avevo la possibilità di incanalare le mie emozioni ed esprimerle come meglio ritenevo grazie ai miei personaggi. È come se parlassi attraverso di loro e così facendo dessi la mia opinione su ciò che racconto, permettendomi di essere me stessa e di utilizzare le parole come strumento per esprimere i miei pensieri. La scrittura è da sempre stata la mia arma per poter fronteggiare ed elaborare le mie riflessioni , dando loro libero sfogo.

  • · Come mai ti servi proprio del genere Fantasy? Lo trovi più vicina al tuo mondo? 

Ho scelto questo genere perché mi piace molto e mi ha permesso in svariate occasioni di creare personaggi e scenari che non esisto nella vita reale, dandomi la possibilità di scatenare la mia fantasia e dare vita alle mie creazioni. Ho una maggiore affinità con il fantasy perché è un genere che, come accennato prima mi permette di esprimermi con maggiore libertà, potendo ricreare dei fatti accaduti nella vita reale e riportarli nelle mie storie attraverso un'altra forma. 

  • Ci siamo resi conto che Revolution non è proprio il tuo primo libro, ne hai scritti altri? Ci dici qualcosa anche di loro?

In effetti si, Revolution non è il mio primo libro, ma è l'ultimo che ho pubblicato. 

Riguardo agli altri sono Kratos che è un genere Fantasy, anch'esso ambientato nel Medioevo in cui un gruppo variegato di personaggi si trova a dover fronteggiare svariate situazioni. 

L'altro si intitola Il numero uno, un romanzo dai toni piuttosto cupi, ambientato nei nostri giorni in cui troviamo una bizzarra famiglia alle prese con la vita quotidiana dopo aver vissuto un tragico passato. 

  • Adesso entriamo nel vivo di Revolution. Il finale è rimasto un po' aperto, questo perché ami questi genere di finale o perché Cassandra (la protagonista) avrà altre avventure?

Direi per entrambe le cose. Ho pensato di lasciare il finale aperto per suscitare suspense nel lettore ed anche perché Cassandra non ha concluso il suo viaggio. 

La aspettano altre avventure e ci sono ancora molte questioni lasciate in sospeso, non solo riguardanti lei ma anche altri personaggi all'interno della storia, dunque ritengo sia doveroso dare un degno finale a ciascuno di loro. 

  • In questo romanzo parli di Cassandra che si ritrova a far parte di una famiglia un po' rigida, molte volte cruda e poco incline al dialogo. Quanto è stato difficile descriverlo in questo modo, così come anche il calarti in quel tempo?                        È stato necessario molto studio da parte tua?

A discapito delle situazioni che i personaggi vivono, in questo caso Cassandra si ritrova in una circostanza difficile, sia dettata dall'ambiente familiare sia dal suo tempo, grazie alla mia fantasia riesco piuttosto facilmente a calarmi nel personaggio ed immaginare le sue emozioni e così facendo esprimerle attraverso di loro. Qualche volta attingendo ad eventi della mia vita che mi sono capitati e domandandomi quale sarebbe stata la reazione più appropriata e facendo anche uno studio sul tempo nel quale è ambientato il romanzo. Dunque è stato necessario fare diverse ricerche per evitare di creare errori e definire meglio la sfera emotiva dei personaggi e le ambientazioni. 

  • La protagonista è una donna molto forte e ribelle. Quanto di Cassandra c'è in Elisa (e viceversa)?

Direi che c'è una fusione in alcuni aspetti caratteriali tra me e la protagonista, ma allo stesso tempo ci sono molte divergenze. Cassandra si trova spesso ad affrontare situazioni difficili e di conseguenza a dover prendere decisioni complesse. Credo che alla fine Cassandra rappresenti semplicemente una donna, che cerca di gestire al meglio la propria esistenza aiutando le persone che ama e allo stesso tempo cercando il suo posto nel mondo, lottando e mostrando la sua forza per farsi rispettare. Dunque, direi che una parte di Cassandra vive in me così, come in tante persone che quotidianamente si ritrovano a dover affrontare i problemi della vita. 

  • La visione che hai dato della strega è stata davvero particolare oltre a pensare che sia un punto fondamentale per l'intero romanzo. Ci vuoi spiegare cosa rappresenta per te questa figura e cosa volevi trasmettere attraverso essa?

La strega rappresenta sia un'opportunità che una condanna, poiché la strega permette alla protagonista di ottenere ciò che desidera, ma ad un prezzo. Si può dire che rappresenti gli ostacoli della vita e i problemi che questa quotidianamente ci pone e con cui dobbiamo spesso e volentieri scendere a compromessi. Dunque, la strega rappresenta l'ostacolo, ma anche la soluzione, spetta a noi decidere quali conseguenze porterà nelle nostre vite. Attraverso di lei volevo ricreare l'idea di una donna in grado di realizzare qualsiasi desiderio, ma allo stesso tempo anche rammentare che bisogna sempre fare attenzione a ciò che si desidera e che spesso le cose non sono mai quello che sembrano, perché tutto ha un costo.      

  • Cosa pensi della Biblioteca dei Miracoli Nascosti? 

Penso che la Biblioteca dei Miracoli Nascosti sia un ottimo tramite per poter dare luce alle proprie opere e far sì che ottengano maggiore visibilità. Si può definire una finestra che si affaccia sul mondo e permette all'autore di avere una concreta pubblicità. Io ho trovato che fosse un ottimo servizio e lo consiglio a chiunque.

E noi ringraziamo te Elisa per la fiducia che ci hai dimostrato. Grazie a Nausicaa per averci fatto conoscere e... a noi non resta che aspettare Cassandra o qualche altra bella avventura.

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